Posted by on nov 4, 2014 in Die Schlüssel, Slider |

E’ importante specificare la differenza tra dare e offrire.

Quando offro, offro all’esistenza, ma quando do, do a un essere umano. La differenza è importante. Il dono esiste solo se l’altra persona riceve, nel dare esiste una certa forma di potere. È un condizionamento umano che ci disturba molto.

Abbiamo spesso sentito i genitori dire al bambino : « guarda tutto l’amore che ti ho dato ».

La parola « dare » comporta una forma di potere che i genitori hanno sul bambino poiché quando danno è sottinteso che il bambino deve prendere, e se questi decide di non prendere saranno i sensi di colpa ad avere il sopravvento.

Offrire è un atto gratuito mentre nel « dare » c’è una connotazione di compensazione e di potere. L’amore dato dovrà essere pagato in un modo o nell’altro, mentre l’amore offerto è gratuito, lo prendi o non lo prendi, senza condizioni.

L’offerta è compassione, la ricettività è amore

La parola «DONO» significa veramente «OFFRIRE», cioè dare senza aspettarsi niente, senza condizioni, ma questo termine è stato talmente trasformato e mal utilizzato che non ha più il suo vero valore. La stessa cosa è accaduta all’espressione « ti amo ».  Sarebbe meglio dire «TI RICEVO»,  poiché il verbo  amare è stato  troppo utilizzato nel senso di dare quando invece nell’energia  spirituale l’amore è un’energia che si riceve.

IO SONO AMORE, SONO RICETTIVITA’

TI OFFRO IL MIO AMORE, TI OFFRO LA MIA RICETTIVITA’

Questo vuol dire che ti offro la mia apertura e quando dite «ti amo» nel senso di «io ti ricevo», non esiste più nessuna forma di potere sull’altro e l’altro non avrà nessuna forma di potere su di voi.  Nel «io ti ricevo », che potere può avere l’altro? Nessuno, poiché lo ricevo senza condizioni. Nel sistema giudaico-cristiano il « ti amo dunque ti do » implica che «tu sei debitore e che io sono buono, sono perfetto perché ti do dell’amore, ma tu bisogna che paghi». E’ così che molti bambini per tutta la loro vita cercano di rimborsare l’amore che non hanno neanche veramente ricevuto dai loro genitori. Per questo cercheranno di essere bravi a scuola, saranno gentili (si prostituiranno).  Sono ancora in attesa di questo amore. Il bambino e l’adulto stanno ancora cercando l’amore che è mancato.

I genitori dicono spesso « ti do dell’amore » e pensano di amare i loro figli perché sono stati condizionati, è stato insegnato loro che così sarebbero stati dei buoni genitori.

L’amore è stato spesso utilizzato come una forma di potere sull’altro, una manipolazione.  Il bambino invece sa veramente che cos’è l’amore, e lo aspetta. Alcuni lo aspettano per tutta la vita perché pensano che sia l’altro a dover dare loro l’amore. Ma non è così, non sono gli altri a doverci dare amore, sta a noi riceverlo, riceverlo dagli altri poiché AMARE E’ RICEVERE.

Quando comprendiamo interiormente la nozione che « Amare è ricevere », non abbiamo più potere sugli altri e gli altri non hanno più potere su di noi. Quando qualcuno vi dice « ti ricevo » non può esistere il potere. E’ talmente importante sentirsi amati, sentirsi ricevuti.

IL BAMBINO AMA NATURALMENTE I SUOI GENITORI.
STA AI GENITORI  IMPARARE AD AMARE I LORO FIGLI